SPIE PEGASUS

February 16, 2026

La cupola di ferro digitale: come gli Stati Uniti e Israele stanno trasformando le reti in tempo reale in armi

Da JADC2 alla guerra dell’informazione su otto fronti di Israele, il campo di battaglia moderno è ora completamente interconnesso

il dominio dell’informazione equivale al dominio del campo di battaglia. Se ogni sensore potesse comunicare con ogni sistema d’arma e con ogni decisore, gli Stati Uniti ed Israele potrebbero comprimere il ciclo di osservazione, orientamento, decisione e azione a una velocitĂ  senza precedenti. Questa è la visione del campo di battaglia digitale: velocitĂ , integrazione e coordinamento inarrestabile.

Spyware israeliano e diplomazia digitale: l’arma invisibile che ridefinisce la geopolitica globale

Pegasus, il famigerato spyware prodotto dalla israeliana NSO Group, continua a essere ampiamente usato in tutto il mondo in attività di cyber spionaggio grazie alla sua vasta scelta di modalità di attacco. Ecco alcune “buone pratiche” per difendersi

Il controllo governativo è totale: lo spyware Pegasus è classificato come arma dallo stato d’Israele, pertanto qualsiasi esportazione deve essere approvata dal Ministero della Difesa.

Questo sistema permette al governo israeliano di utilizzare la tecnologia di sorveglianza come strumento di politica estera, concedendo o negando l’accesso in base agli interessi diplomatici nazionali; una strategia deliberata, che vede nelle tecnologie di sorveglianza il ponte commerciale verso la normalizzazione diplomatica.

La tecnologia UFED (Universal Forensic Extraction Device) di Cellebrite può sbloccare dispositivi iOS fino alla versione 17.3.1 ed eseguire estrazioni complete del file system su dispositivi Android di fascia alta. Quattordici dei quindici dipartimenti del governo statunitense utilizzano la tecnologia Cellebrite, inclusi clienti inaspettati come il Servizio Fish and Wildlife e il Dipartimento dell’Istruzione.

Black Cube: l’ombra dell’intelligence privata

Black Cube rappresenta un diverso aspetto dell’industria della sorveglianza israeliana: l’intelligence privata che opera utilizzando metodi di spionaggio tradizionale, potenziati dalla tecnologia moderna. Fondata nel 2010 dagli ex ufficiali dell’intelligence israeliana Dan Zorella e Avi Yanus, l’azienda dichiara di aver gestito oltre 540 casi a livello globale, operando in più di 75 paesi con agenti fluenti in oltre 30 lingue.

Il modello operativo combina intelligence umana (HUMINT) con capacità OSINT (Open Source Intelligence) e tecnologia all’avanguardia per ottenere prove altrimenti impossibili da ottenere. L’azienda si specializza in contenziosi di alto profilo, arbitrati e casi di criminalità dei “colletti bianchi”.

Il caso Harvey Weinstein del 2016-2017 ha però rivelato i discutibili metodi operativi dell’azienda. Nel novembre 2017, Ronan Farrow rivelò che il produttore cinematografico aveva ingaggiato Black Cube per un contratto da 1,6 milioni di dollari specificatamente per “fermare completamente la pubblicazione” di articoli negativi. Le operazioni includevano agenti sotto copertura, registrazioni segrete e profili psicologici dettagliati delle vittime.

Pegasus spyware, come funziona la minaccia mondiale

Fanno notizia i casi di politici, giornalisti, avvocati e attivisti per i diritti umani positivi all’infezione di Pegasus spyware.

Per gli addetti ai lavori, Pegasus virus è la creatura della società israeliana NSO. Un software spia, considerato un vero e proprio capolavoro dell’informatica. Lo spyware in questione può essere installato su dispositivi che eseguono determinate versioni di iOS e alcuni dispositivi Android. Purtroppo, ogni capolavoro ha i suoi lati negativi:

Pegasus spyware è un’insieme di exploit che sfrutta molte vulnerabilità nel sistema.

La struttura di Pegasus spyware consta di varie componenti. L’attacco viene lanciato da un vettore, questa è la vera punta di diamante poiché è in grado di bucare la sicurezza di qualsiasi sistema: addirittura, alcuni degli exploit utilizzati da Pegasus sono a zero clic, ovvero possono essere eseguiti senza alcuna interazione da parte della vittima. Una vera chicca.

Il software, non a caso, è stato equiparato al cavallo alato della mitologia greca. Lasciato fuori controllo, Pegasus spyware è in grado di arrecare danni per centinaia di milioni di dollari. La minaccia è perfettamente in grado di:

  1. eseguire codice arbitrario
  2. estrarre contatti,
  3. spiare i registri delle chiamate
  4. sottrarre messaggi, foto e cronologia di navigazione web
  5. cambiare le impostazioni del dispositivo.

Israele, nel frattempo, ha applicato lo stesso modello alla guerra delle narrazioni. La sua Guerra all’Informazione su Otto Fronti è una campagna digitale in tempo reale per controllare, influenzare e sincronizzare le narrazioni su piattaforme globali. Qui, l’intelligenza artificiale, i Big Data e i sistemi in rete operano come una “Cupola di Ferro digitale”, difendendosi non dai razzi, ma dai flussi di informazioni indesiderati. Centralizzando la gestione della messaggistica globale e utilizzando sistemi automatizzati per contrastare le informazioni etichettate come ostili,

Israele garantisce che la sua prospettiva domini sia la sfera dei media tradizionali che quella dei social media.

L’Iron Dome digitale di Israele, nel frattempo, estende il potere statale oltre i suoi confini, plasmando la percezione pubblica e sopprimendo le contro-narrazioni a livello internazionale. In entrambi i casi, questi sistemi sono difensivi solo nel senso che difendono gli interessi di uno stato, non dei suoi cittadini.

I dati diventano un’arma. L’intelligenza artificiale diventa un decisore. E l’elemento umano – i civili coinvolti in un fuoco incrociato informativo o cinetico – è in gran parte invisibile. La stessa rete che accelera le decisioni di un comandante in Afghanistan o in Siria può anche amplificare la propaganda, reprimere il dissenso e manipolare l’opinione pubblica globale per giustificare guerre scelte.

La diplomazia dello spyware: soft power tecnologico

L’export di tecnologia di sorveglianza israeliana funziona come uno strumento di soft power che ha facilitato trasformazioni geopolitiche significative. Il Ministero della Difesa israeliano controlla strettamente le esportazioni attraverso la sua Agenzia di Controllo delle Esportazioni di Difesa, trattando i software di sorveglianza come armi militari che richiedono l’approvazione governativa per ogni vendita.

Gli “Accordi di Abramo” del 2020 rappresentano il successo più evidente di questa strategia. Dopo la normalizzazione diplomatica, il commercio bilaterale UAE-Israele ha registrato un’espansione significativa, passando da livelli pre-normalizzazione di circa 250 milioni di dollari annui a oltre 2 miliardi nel periodo successivo agli accordi. Parallelamente, gli investimenti nel settore della cybersecurity israeliana hanno raggiunto 8,8 miliardi di dollari in oltre 100 diverse operazioni nel 2021, triplicando l’importo dell’anno precedente.

L’impatto sui diritti umani: una crisi globale

La portata della sorveglianza illegale è senza precedenti nella storia moderna. Il Progetto Pegasus del 2021 ha esposto per la prima volta il ruolo di NSO Group nella crisi dello spyware su scala globale. L’investigazione – coordinata da Forbidden Stories e Amnesty International, con il supporto tecnico del Security Lab di Amnesty – ha coinvolto almeno 180 giornalisti in 20 paesi, 85 attivisti per i diritti umani, 600 politici e funzionari governativi, inclusi 14 capi di stato e di governo.

L’analisi forense di Amnesty International su 67 smartphone ha trovato che più della metà sembravano essere stati infettati da Pegasus, attraverso una vulnerabilità “zero click” nel sistema operativo mobile iOS di Apple. Quando Amnesty International ha testato un piccolo numero di dispositivi di proprietà di individui nominati nella lista, ha trovato che poco più della metà era stata infettata.

Please follow and like us: